Luca Pompei

giornalista
La lezione al mondo del covid-19

 

Non esistono privazioni nella  vita, ma solo nuove possibilità. Ho sempre considerato questo come uno dei miei mantra preferiti. Ogni circostanza all’apparenza negativa che la realtà mi ha posto di fronte l’ho sempre affrontata, dopo un momento iniziale di disorientamento, come un sfida. La mia vita, la vita di tutti noi è bruscamente cambiata agli inizi di marzo, quando il nemico invisibile del Covid-19 ha cominciato a minare le nostre certezze, le nostre abitudini, il nostro modo, per alcuni aspetti anche arrogante, di stare al mondo sentendocene i padroni. Ecco la prima timida via d’uscita, e se una volta finito tutto questo, provassimo ad avere più rispetto per noi stessi per tutto ciò che ci circonda? Su questa iniziale domanda ho cercato di vivere la mia quotidianità, attraverso il lavoro, che grazie a Dio non è mai mancato, ma anche attraverso la possibilità di curare le relazioni sociali da un’altra prospettiva, la distanza, piuttosto che il possesso. Alle volte si da più valore alle cose a cui teniamo attraverso la lontananza, piuttosto che la pretesa di considerarle di nostra proprietà. Ed allora un “come stai?” si carica di maggiore significato, rispetto ad un distratto “come va?” Ho riscoperto l’amore per i miei affetti più cari ed ho anche imparato ad indagare su nuovi affetti, altra via d’uscita, dalle quattro mura di una stanza un laccio luminoso che dalla finestra t’invita ad approfondire su situazioni che davi per scontate. La realtà ci interroga ogni istante e ci mette alla prova e nella nostra coscienza di uomini liberi l’isolamento, d’incanto, si trasforma in apertura nel momento in cui accettiamo la prova e non la subiamo. Un’altra grande possibilità è stata quella di dedicarmi con più costanza all’arte, salvezza del mondo da sempre, ed allora lettura, musica, cinema, come piccoli strumenti casalinghi di rieducazione alla bellezza. Un romanzo di Hemingway, la scoperta del nuovo cantautorato “Indie” italiano,  un’intera serata, ad esempio, che un canale Tv ha dedicato al meraviglioso cinema anni ’70 di Gian Maria Volontè, da “La Classe operaia in paradiso” di Elio Petri, a “Sbatti il mostro in prima pagina” di Marco Bellocchio. Piccole ed inaspettate opportunità per mantenere in forma la propria anima, evidentemente più preziosa del fisico, lo ammetto. La dilatazione del tempo, poi, mi ha fornito un ulteriore via d’uscita, quella di accostarmi all’informazione in inesauribile quantità, senza fermarmi alla superficie, rispolverando il caro e vecchio spirito critico che ognuno di noi dovrebbe curare a dovere. Ed allora ho scoperto il modo di distinguere una Fake News, da una notizia vera, di dare un giudizio alle vicende e di pesare la credibilità di certi personaggi sempre in prima fila a pontificare sui nostri destini. Al di là dell’immane tragedia per migliaia di famiglie che questo terribile virus ha smembrato, io credo, in definitiva, che il Covid-19, in qualche misura, ci abbia impartito anche una lezione. Probabilmente torneremo alla vita di sempre, ed il mondo non sarà magari migliore di prima, ma lo sguardo di ognuno di noi di fronte alla realtà, quello si, sarà inevitabilmente diverso, certamente più attento, certamente più consapevole ed in uno slancio, forse, eccessivo di ottimismo, direi anche più umano.