ControConvento | Residenze artistiche nel Parco Nazionale della Majella
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Il progetto ControConvento

Residenze artistiche nel cuore del Parco Nazionale della Majella

ControConvento è il nome del progetto multidisciplinare ideato dall’Associazione Culturale Rete/2 formata da un collettivo di professionisti e operatori del settore dello spettacolo, della comunicazione e delle arti performative che hanno scelto di unire le proprie forze e competenze con l’obiettivo di riqualificare e valorizzare su più livelli un importante struttura storica del 1600: il complesso dell’ex convento delle Clarisse situato nel Comune di Caramanico Terme (PE), nel cuore del Parco Nazionale della Majella in Abruzzo.

Lo scopo alla base del progetto è quello di trasformare questo simbolo del borgo appenninico in un polo culturale di rilevanza nazionale, in grado di accogliere esperienze artistiche provenienti da tutto il mondo in un ambiente dinamico e funzionale immerso nel silenzio della montagna. Un luogo ideale sia per la creazione che il consolidamento di attività legate alle discipline del teatro, della danza, della musica, delle arti visive e più in generale di tutte le forme d’espressione.

Dopo una prima fase di gestione sperimentale – arricchita da una serie di esperienze quali residenze teatrali, festival musicali, mostre e laboratori – e in seguito ai necessari lavori di restauro che la struttura richiedeva, oggi l’associazione Rete/2 da vita con ControConvento ad un’offerta più strutturata. Questa prevede in primis l’ideazione, il coordinamento e l’organizzazione di progetti culturali e sociali tesi alla valorizzazione di tematiche, saperi e pratiche che gurdano al contesto locale e oltre. Infine, nel pieno spirito di condivisione e arricchimento comune, viene data la possibilità a gruppi di lavoro autonomi di presentare la propria proposta di residenza per soggiornare nel convento e dedicarsi al proprio progetto vivendo il suo incantevole ambiente.

La cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande
- Hans Georg Gadamer -

Siamo consapevoli che senza la linfa vitale della cultura un territorio viene privato della propria identità; allo stesso modo, senza un terreno fertile capace di  custodirla e diffonderla questa non può trovare futuro.

Per questo, con un’attenzione particolare alle peculiarità del contesto in cui è collocato il convento, alle tradizioni, nonché all’immenso patrimonio storico-naturalistico che lo caratterizzano, ControConvento desidera non solo ospitare i gruppi di lavoro mettendo a disposizione gli ampi spazi della struttura, ma vuole altresì porre in relazione gli artisti e la comunità che li accoglie in un virtuoso scambio di saperi. Attraverso laboratori, incontri ed eventi dedicati alimenteremo un percorso di condivisione e crescita comune: da una parte offrendo ai territori circostanti una finestra verso mondi altri, dall’altra dando agli ospiti del convento la possibilità di scoprire lo spirito autentico che anima la nostra terra e la rende un posto tanto affascinante dove trovare spunti inattesi e ispirazione per il proprio lavoro. Convertire simbolicamente la “clausura”: questa l’idea fondante con cui desideriamo aprire le porte del convento nel rispetto dell’esperienza spirituale, di concentrazione e di approfondimento che la struttura e la posizione della stessa consegnano a chiunque varchi le sue mura.

L’associazione
Rete/2

Re-Te è un progetto per la promozione e lo sviluppo di residenza artistiche e teatrali, nato dall’ascolto di un territorio per dare vita a un luogo dove fare esperienza di sé in relazione con gli altri, un luogo dove vi sia la capacità di osservare profondamente ciò che accade nel corpo sociale e trasformarlo in racconto, in atti poetici e artistici. Al centro del lavoro offrire la possibilità di sentirsi parte di una comunità nella scoperta di tutte le bellezze e risorse della comunità stessa; imparare a raccontare il proprio vissuto e immaginario partendo dal reale per assurgere a un contesto mitico ed emblematico, dove il quotidiano diventi straordinario, extra – ordinario. Il desiderio è quello di fare un teatro che parla al cuore delle persone, che avviene tramite atti semplici e totali, che offre visioni e punti di vista particolari. Un teatro che invade il territorio, ne abita le case e la vita quotidiana, stringe relazioni con le persone e le sue storie. Un teatro che costruisce incontri, vive nel tessuto profondo della comunità che lo ospita, per fare dello spazio teatrale una casa comune. In questo percorso di ricognizione, trovano spazio e si sperimentano, insieme al teatro, altri linguaggi della contemporaneità.